Da Porto Cesareo a Crotone

Occasione per testare la bontà del punto nave astronomico è un trasferimento da Porto Cesareo a Crotone a novembre 2012. La barca è Blue Bone e l’equipaggio è composto da quattro uomini, Io, Alfredo, Marcello e Andrea, e una donna, Valentina.

20121123_225408Lo Ionio è un’area perfetta per un punto nave astronomico, mare aperto e l’orizzonte sud completamente libero per centinaia di miglia. Porto con me bussola da rilevamento, carte nautiche e sestante. Ho tarato l’orologio al secondo sull’ora esatta dell’Istituto Galileo Ferraris. Tutto è pronto

Partiamo alle 21:15 ora locale, 20:15 UT. Scopo primo del viaggio è portare Blue-Bone in cantiere. Scopo mio personale del viaggio, invece, è effettuare una navigazione unplugged, muniti degli strumenti tradizionali per fare il punto nave.

Le condizioni sono ottimali: mare piatto e tramontana diritta alle nostre spalle per molte ore, garanzia di navigazione tranquilla e senza bordi.

Lascio in pozzetto Andrea e Marcello per il primo turno di guardia: il cielo è sgombro di luci e la luna a tre quarti è un faro che illumina il mare tutto intorno per alcune miglia e promette navigazione serena. A me tocca il secondo turno e me ne vado a riposare a prua di questo 43 piedi della Jeanneau, non prima di aver tracciato la rotta sulla carta 187 dell’Istituto Idrografico della Corona Britannica, utilizzando come punto il faro dell’Isola di S. Andrea di Gallipoli che si trova ad una decina di miglia alla nostra sinistra.

Mi addormento nel sonno del marinaio: quello con un occhio soltanto.

Alle tre l’orologio mi sveglia. Mi tocca dare il cambio ai due in pozzetto. Tocca a me a al comandante Alfredo affrontare il turno dalle tre alle sei. Indosso la cerata, giacca, stivali e berretto. Fuori fa freddo, la luna è tramontata e il cielo è punteggiato da un’infinità di stelle. Sono talmente tante che si fa fatica a individuare le “solite” costellazioni circumpolari. Noi siamo diretti a sud, la Polare il Grande Carro e Cassiopea sono alle nostre spalle e davanti abbiamo Orione con la cintura, la spada, il suo cane Sirio al piede e il toro da cacciare di fronte a lui.

Alle sei ora locale, 05.00 UTC, crepuscolo nautico antimeridiano, mentre alcune nuvole hanno iniziato ad occupare il cielo creando qualche difficoltà nei rilevamenti, riesco a “sparare” due astri col sestante: Sirio, che sta tramontando in direzione opposta al crepuscolo, e Venere luminosissima che combatte contro la luce dell’aurora.

 

Carta nautica utilizzata nella navigazione

Con l’aiuto di Valentina che mi riporta gli stop orari su carta, il punto nave astronomico si rivelerà preciso, quasi coincidente al punto del GPS, nonostante l’onda formata che si è creata di poppa dopo otto ore di tramontana. Le verifiche del punto nave astronomico avvengono utilizzando software, calcolatrice e metodi manuali attraverso con l’uso delle tavole a soluzione diretta H.O. 214: tutti e tre danno praticamente lo stesso risultato. Le battute e le perplessità sull’utilizzo del sestante lasciano il posto all’interesse e la curiosità, un modo divertente e dalla precisione inaspettata per fare un tuffo nel passato.

Rettifico la mia rotta stimata tracciata finora con la prua, il tempo e la velocità, tenuta fino a quel momento attendendo il faro di Punta Alice a 16-18 miglia davanti a noi: spero di rilevarlo prima che faccia luce. Eccolo! Lo trovo esattamente dove me lo aspettavo di vederlo comparire: al mascone di dritta, direzione 235°-240°. Magia della navigazione tradizionale! La navigazione astronomica cede il passo alla navigazione costiera: dal sestante alla bussola da rilevamento. Ora possiamo lavorare con i riferimenti costieri riportando i rilevamenti dei punti cospicui sulla carta.

Il tempo di mettere due mani alla randa, visto che il vento alla fine è arrivato, e giungiamo a Crotone attorno alle 12:30 ora locale.

Scendiamo da Blue-Bone, il viaggio per lei è finito e la compagnia guidata dalle stelle e dalla rosa dei venti si scioglie, dopo aver provato il gusto di una navigazione d’altri tempi.

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